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Polpette di miglio, lenticchie e porro

Miglio e lenticchie non possono mancare sulla tavola di chi ha deciso, per scelta o per necessità, di alimentarsi con cibi esclusivamente vegetali. Ricco di calcio il primo e di ferro il secondo, sia miglio che lenticchie sono due ricchissimi doni di natura!

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Grazie alla sua consistenza, con il miglio si possono creare delle buonissime polpette senza fare uso di farine o pangrattato. Come? Dopo la cottura, si lascia riposare il miglio per 5-10 minuti nella casseruola in modo che possa asciugarsi completamente e aiutare così le polpette a rimanere ben compatte.

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A parte olio e sale, solo 3 sono gli ingredienti di questa ricetta: miglio, lenticchie e porro …

Se gradite potrete aggiungere erbe aromatiche o spezie per arricchire il sapore e renderlo più sfizioso!

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Ed ecco come si presenta la polpetta all’interno …

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Nella sezione “Proprietà” troverete informazioni e curiosità su proprietà e controindicazioni mentre in fondo trovate la sezione “Altre idee sul Web” con link ad altre ricette.

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Croccante di semi e uvetta

Voglia di un croccante un po’ dolce e un po’ amaro?

Prendete un po’ di semi e un po’ frutta secca, tostate il tutto e amalgamate con un po’ di malto … tutto qua? Eh sì … più veloce di così non si può!

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L’amarognolo dei semi di lino è bilanciato dalla dolcezza dei chicchi di uvetta e del malto.

Divertitevi a creare il vostro croccante con i semi e la frutta secca che più preferite. Aggiungendo più o meno malto risulterà più o meno morbido.

Più che un dolce, è uno snack per la vostra colazione o per un veloce spuntino!

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Semi di girasole sfumati con salsa di soia

Oggi una velocissima ricetta a base di semi di girasole per un condimento gustoso e sfizioso che potrete utilizzare per insaporire verdure, cereali, legumi!
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Ma prima di metterci il grembiule e tostare i semi, vorrei raccontarvi la leggenda che narra della nascita dei fiori di girasoli.

Una leggenda che venne alla luce grazie ai versi che scrisse Ovidio nel suo grande poema mitologico “Le Metamorfosi” che, dal lontano 8 d.C., custodisce la storia del tragico amore di una giovane ninfa e della sua trasformazione in un fiore.

E’ proprio difficile credere che i lunghi e gioiosi petali gialli di un girasole possano nascondere un dolore tanto intenso quanto quello di un amore non corrisposto: il dolore di Clizia per Apollo.

Clizia, la ninfa dai lunghi capelli biondi, doveva infatti amare davvero tanto il suo Dio Apollo quando scoprì le attenzioni che lui rivolgeva alla bella mortale Leucotoe, perchè non ebbe alcun dubbio a svelare l’intimo segreto al padre della giovane amante.

Probabilmente non immaginava la ferocia con cui il padre avrebbe reagito nello scoprire l’amore clandestino della figlia o forse, soffocata dalla gelosia, non ci volle pensare …

E chissà se mai si pentì di aver svelato il segreto a quel folle padre che non si chinò a nessuna ragione mentre seppelliva viva la figlia.

Apollo però non superò mai la perdita di Leucotoe e mai perdonò Clizia, abbandonandola per sempre.

Da quel momento la giovane ninfa si lasciò deperire, accasciata a terra, bevendo solo le sue lacrime e le fredde gocce della brina mattutina. Nulla muoveva se non lo sguardo per seguire il carro infuocato di Apollo che, dall’alba al tramonto, attraversava il cielo scandendo il trascorrere dei giorni.

Solo nove furono però quei giorni prima che le membra della giovane sprofondassero completamente nella terra e i lunghi capelli si trasformassero nei petali di un fiore.

Che poi quel fiore fosse proprio un girasole, a dire il vero, Ovidio non lo chiarisce, anzi sembra che il colore della triste corolla fosse viola lasciando nel dubbio il nome preciso del fiore.

0-semi-di-girasole-in-barattolo-3Secoli dopo i pittori barocchi non ebbero però nessun dubbio e intorno al corpo della giovane Clizia dipinsero splendidi girasoli gialli.
Probabilmente nè Ovidio nè i pittori barocchi immaginavano che i semi di questi splendidi fiori sarebbe diventati famosi, secoli più tardi, per le loro ottime fonti di acidi grassi essenziali, vitamine del gruppo B e E, sali minerali e antiossidanti

… Ma questa è un’altra storia, quella che inizia con la nostra ricetta in cucina!

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Portulaca saltata con aglio e limone

Un giorno scopri, leggendo qualche post su Internet, che l’erbaccia che eri abituato ad sradicare e che avevi sempre pensato fosse infestante, in realtà non lo è. Si tratta bensì di un’erba spontanea con tantissime proprietà e ti rammarichi per non averne goduto fino a quel momento …

Sto parlando della portulaca, una pianta perenne, di cui ultimamente si sente tanto parlare perché molto ricca di omega 3, vitamine e sali minerali.

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Con il suo sapore un po’ acidulo, si presta bene per la composizione di ricche insalate oppure si può scottare leggermente a fiamma bassa, come in questa ricetta.

Potrete accompagnare questa preparazione con una cremina di crema di sesamo (chiamata anche tahin) con salsa di soia, uno spicchio di aglio spremuto, mezzo limone (QUI la ricetta). In tal caso non aggiungete limone alla portulaca per evitare che l’acidulo predomini su tutti gli altri sapori.

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Foglie di papavero con salsina di tahin

Tantissime sono le erbe spontanee offerte dalla primavera … quelle erbe che un tempo, quando si mangiava secondo Natura, erano ciò che si serviva a tavola nel periodo in cui non c’erano più nè verze nè cavoli e le semine primaverili non avevano ancora dato i loro frutti.

Foglie di papavero con salsa tahin

Nei prati si raccoglievano tarassaco, asparagi selvatici, cicorie, ortiche, borraggine e tante altre erbe. Si preparavano pietanze gustose e particolarmente salutari per il nostro fegato. Non a caso la primavera è la stagione della depurazione e, dopo gli eccessi dell’inverno appena trascorso, il nostro corpo ha proprio bisogno di rimanere leggero per poter eliminare tutto ciò che ha accumulato.

Qualche domenica fa al mercato trovo delle bellissime cassette di erbe di campo, cicoria selvatica e foglie di papavero. Non ho potuto resistere …

Foglie di papavero

Certo certo … comprarle al mercato non è come andar per campi e raccoglierle con le proprie mani, ma in compenso mi sono fatta una bella chiacchierata con la ragazza della bancarella …
Non avevo mai mangiato le foglie di papavero. Le ho cucinate stufate con un po’ di aglio e un pezzettino di peperoncino. Nulla di originale ma in compenso davvero buone!
Approfitto delle erbe di campo per presentarvi una cremina che trovo davvero strepitosa. E’ una ricetta scoperta ad un corso di cucina macrobiotica a cui ho apportato una piccola variazione (la versione originale la trovate QUI). Una salsina che si presta benissimo ad accompagnare tutte le verdure stufate o lessate.
Si tratta di un mix di crema di sesamo (chiamata anche tahin) con salsa di soia, uno spicchio di aglio spremuto, mezzo limone … e un filo di acqua.

Una cremina che unisce il gusto amaro del sesamo, il salato della soia, il piccante dell’aglio e l’acido del limone. Ora che ci penso, avrei potuto aggiungere un cucchiaino di malto per completare con il dolce questa splendida giostra di sapori … sarà per la prossima volta o lascio a voi tentare!
Le proporzioni possono variare in base al vostro gusto: con più o meno limone moderate o accentuate il gusto acido, aggiungendo uno spicchio di aglio in più marcate il pizzicare del piccante e con la crema di sesamo potete aggiustare il retrogusto dell’amaro. Ma non limitate la fantasia: arricchite la cremina con erbe aromatiche, ad esempio dell’erba cipollina, oppure con spezie o ancora con semi di sesamo tostati … Non ve ne pentirete!

Anche fare la salsa di sesamo è particolarmente facile. Basta tostare i semi di sesamo, lasciarli raffreddare e frullarli con un po’ di olio di sesamo (QUI trovate la ricetta).

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Rape bianche con salsa di sesamo

Cosa c’entrino le zucche vuote con le rape non riesco proprio a capirlo. Eppure le persone poco sveglie, o tali per coloro che esprimono questo giudizio, devono per forza essere delle Teste di Rapa! Così vuole la tradizione.

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Tra i fornelli, diciamo la verità, la rapa merita altra considerazione : saporita, piccante, ricca di calcio e sali minerali. Una verdura di tutto rispetto. Ma per assaporarla al meglio richiede attenzione, fantasia e astuzia.

E quindi come procediamo?

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Tagliamo a dischetti la rapa e la cuociamo a fuoco basso, il tempo di preparare una cremina di salsa di sesamo (tahin) e un po’ di senape. E infine saltare le foglie verdi (della rapa non si butta via niente!).

Ricetta veloce e dal sapore molto particolare e gustoso!

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Alghe Nori in pastella per Salutiamoci

Le alghe: le ho conosciute per caso nella classica zuppa di miso, poi ho iniziato ad usarle per cuocere i legumi e ora le uso in insalate, primi e contorni. Quella che vi presento oggi è una ricetta appresa durante il corso di cucina alla Sana Gola di Milano. Si tratta di una semplice alga in pastella che potrete presentare come stuzzichino ad un aperitivo o come antipasto. Non è certo il modo più salutare per mangiare le alghe, ma può essere una strada sfiziosa per avvicinarle se ancora le temete!

Con questa ricetta partecipo alla bella iniziativa di Salutiamoci: mangiare con gusto con tanti ingredienti che fanno bene alla salute. Il blog che raccoglierà tutte le ricette è un Un filo di erba cipollina. E’ nato anche il blog di Salutiamoci: visitatelo, troverete un sacco di belle ricette e potrete conoscere tanti nuovi blog!

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Pesche speziate con mandorle per Salutiamoci

Questo mese riesco a fare il bis di ricette per l’iniziativa di “Salutiamoci, mangiar bene per stare bene”! Ingrediente base: la pesca; ingredienti secondari: quello che volete basta che siano naturali, senza zuccheri aggiunti, senza conservanti o altra robaccia chimica, che di sicuro non cresce sugli alberi e non fa poi tanto bene alla salute! Per tutti i dettagli cliccate sul logo di Salutiamoci o visitate il blog di Briggishome che raccoglierà tutte le ricette.

Anche stavolta tutto semplice e veloce …

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