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Fagottini di castagne, cioccolato, nocciole e fichi secchi

Una ricetta nasce un po’ per caso. Leggendo una rivista, chiacchierando con gli amici, passeggiando nel parco. In un turbine di immagini e idee tutto prende forma.
Tutto ha inizio.
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All’improvviso, senza rendersene conto, la cucina diventa un vero e proprio set fotografico. Frutta e ortaggi freschi controfigure dei meno fortunati finiti a pezzettini. Fiocchi, cestini e candele in lotta per conquistare un posto come comparsa d’eccezione. Le luci si accendono. Inizia la carrellata fotografica. Da destra, da sinistra, dall’alto, dal basso, più vicino, più 99-set_newlontano … Non vorresti finire mai perché consapevole che una volta scattata l’ultima foto del tuo servizio non si potrà più tornare indietro.  Quel piatto, dopo essere stato assaporato e gustato, inesorabilmente riprenderà forma solo tra i ricordi …

E dopo aver raccontato cosa accade nel backstage di un Post di cucina, eccoci alla ricetta di oggi, ispirata ad un dolce tipico Natalizio della tradizione Campana e Lucana: i i calzoncelli di castagne.

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Della ricetta originale, a parte cioccolato e castagne, è rimasto ben poco. Niente farina 00, niente uova, niente zucchero. In compenso farina integrale e farina di castagne, dei buonissimi fichi secchi e delle nocciole.

Un mix di sapori per un arrivederci all’autunno che da poco ci ha lasciati e per prepararci alle prossime feste Natalizie!

Non vi resta che provarlo: in formato fagottino o strudel … davvero squisito!

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Strudel vegan con mele, uvetta, bacche goji e nocciole

Finalmente riesco a postare la ricetta del mio dolce preferito … lo strudel!

La ricetta più versatile che conosca, l’ho fatta in mille modi: dolce o salata, con frutta o verdure, semi e spezie … insomma, qualsiasi cosa abbiate a disposizione nel frigo o in dispensa può facilmente finire imbottita in uno strudel e .. quasi mai deludere !

Io ho utilizzato della farina integrale con ripieno di mele, nocciole, uvetta e bocche goji. Con un ripieno così dolce non è necessario aggiungere dolcificanti, ma se lo ritenete necessario, aggiungere qualche cucchiaio di malto nell’impasto.

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Biscotti con mele, mandorle e semi di sesamo

Chi si avvicina alla Cucina Naturale prima o poi ha fortuna di incontrare sul proprio cammino il Dott. Franco Berrino. In questo post vi presento una ricetta che spesso propone nei suoi seminari: i biscotti di mele e mandorle, arricchite di semi di sesamo.

L’unico dolcificante utilizzato è quello della frutta, niente di più sano per un palato in cerca di un dolcetto sfizioso o di uno spuntino di metà giornata.

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Provateli, sono semplici, veloci e sani …

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Torta al cioccolato

Di recente ho acquistato “Pasticceria Vegana” di Dunja Gulin, da cui ho estratto questa buonissima torta al cioccolato (la consistenza della farcitura è simile a quella del budino). 

Rispetto alla ricetta originale ho modificato solo le farine, provando un mix tra farina di avena e di castagne … il risultato è stato davvero ottimo! 

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Sformato dolce di fiocchi di avena con mele

La ricetta di oggi è stata presa da un bellissimo libro, “Prevenire i tumori mangiando con gusto” di Villarini e Allegro.

Con i fiocchi di avena potrete fare tanti altri dolci, come ad esempio le barrette (per la ricetta curiosate QUI).
Sformato di fiocchi di avena

Si tratta di dolci senza quegli ingredienti che normalmente vengono utilizzati: zucchero e farina raffinata … Essendo ricette vegane non troviamo neanche uova nè latte. Ma allora? come lo facciamo il dolce?
Prima di passare alla ricetta vorrei parlare di ciò che in questa ricetta non c’è e che, se ci fosse, potrebbe potenzialmente fare male …

In realtà, capire oggi giorno cosa fa bene e cosa fa male è un’impresa difficile quasi impossibile! Si dice tutto e il contrario di tutto. Cosa fare per riuscire a non commettere errori di cui un giorno pentirci amaramente?
Io ho deciso di seguire le indicazioni del Dottor Berrino che dopo una lunghissima carriera dedicata alla ricerca e alla cura dei tumori ha davvero molto da raccontare.
Questo simpatico e distinto Dottore, a differenza delle apparenze, non è clemente nei confronti nè dell’industria alimentare nè tantomeno delle case farmaceutiche, per non parlare dell’opinione apertamente espressa nei confronti della classe dei medici.

Indicazioni a parte, ciò che ha davvero dato una svolta alla mia vita alimentare è stata la bellissima frase che ripete quasi sempre nelle sue conferenze, presa in prestito da Micheal Pollan, giornalista e saggista statunitense: “Quando andate al supermercato andateci sempre accompagnati dalla vostra bisnonna (se non l’avete più immaginatela) e tutto quello che la vostra bisnonna non riconosce come cibo… non compratelo”.

Ciò vuol dire eliminare tutti i cibi lavorati industrialmente che, attraverso processi più o meno discutibili, partono dagli alimenti naturali, per togliere qualcosa e aggiungere qualcos’altro, al fine di chiarificare, conservare, arricchire … il tutto per creare prodotti che potranno rimanere sugli scaffali per anni con coloratissime etichette che ripetono in continuazione che ci fanno così tanto bene alla salute.
Ma ne siamo cosi sicuri?

Il Dottor Berrino qualche dubbio ce l’ha e propone un consiglio semplicissimo: mangiate come mangiavano i vostri bisnonni!

Ma perché non ci siamo arrivati da soli? Perché mangiamo cibo spazzatura per poi ricorrere ai ripari ingerendo integratori di vitamine e sali minerali? Non è meglio mangiare una bella mela e delle verdure fresche?

Nel mio piccolo ho cominciato ad applicare quel consiglio: ho eliminato tutto ciò che è raffinato a cominciare dallo zucchero, poi ho eliminato le farine raffinate ed ancora il riso brillato.

Mi sono però chiesta perché tutto questo cibo raffinato facesse cosi tanto male. E cosi mi sono documentata cominciando dai carboidrati, di cui ora vi parlerò.

Non si può trattare di carboidrati senza parlare di cereali. Non che siano gli unici a contenerli, ma in essi la percentuale è sicuramente predominante rispetto a quella presente in ortaggi e legumi.

Non tutti i cereali sono però uguali, soprattuttonon lo sono quelli raffinati e quelli integrali.
Oltre a sali minerali e vitamine, i cereali integrali contengono carboidrati complessi, al contrario dei cereali raffinati che per lo più sono composti da zuccheri semplici e quasi privi di sali minerali e vitamine.

E questo costituisce un problema? Di fatto sì, vediamo perché.
I carboidrati complessi sono lunghe catene composte da zuccheri semplici, come glucosio e fruttosio. Il nostro organismo non riesce ad assimilare i carboidrati complessi se non sotto forma di zuccheri semplici. Per cui, dalla masticazione, parte un lungo processo di digestione che serve per scomporre i carboidrati complessi in forma semplice. Questi zuccheri semplici riescono ad attraversare le pareti intestinali e raggiungere, tramite il flusso sanguigno, i vari organi a cui forniscono energia. Dato che questo processo è lungo e richiede tempo, gli zuccheri semplici vengono rilasciati piano piano nel sangue senza causare innalzamenti repentini del livello di zuccheri.

Cosa succede invece quando ingeriamo un prodotto raffinato? Siccome i carboidrati risultano già in forma semplice, la digestione ha poco da fare e gli zuccheri vengono rilasciati in quantità elevata nel sangue in pochissimo tempo. A questo punto il livello di zuccheri nel sangue si alza.

Se fossimo poi pronti per una corsa o per un duro lavoro nei campi, consumeremmo tutti gli zuccheri ingeriti, ma ahimè la maggior parte di noi dopo un pasto si siede davanti ad una scrivania o su un divano durante il fine settimana. Che se ne fa il nostro corpo di tutti gli zuccheri ingeriti? Parte un meraviglioso meccanismo che da sempre ha funzionato per immagazzinare l’energia per i tempi di carestia che non fa altro che trasformare gli zuccheri in grassi …

Questo processo di immagazzinamento abbassa il livello degli zuccheri nel sangue e noi, dopo un momento di carica iniziale, ci sentiamo stanchi e appesantiti dal famoso abbiocco pomeridiano.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che livelli alti di zuccheri nel sangue sono davvero dannosi alla salute.

Ma eliminato zucchero e farina raffinata, come lo facciamo questo dolce?
Ed ecco che ci viene incontro Giovanni Allegro con questa semplicissima ricetta, ottima per colazioni e spuntini!

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Torta di riso con crema di fragole

Rieccoci all’appuntamento mensile con “mangiar bene e stare bene” per il Contest di Salutiamoci!

Il blog che ospita il Contest e raccoglie le ricette è RicetteVeg

FragoleQuesto mese l’ingrediente protagonista è un bel piatto di fragole! E’ vero … al giorno d’oggi siamo abituati a vedere le fragole sul bancone dei supermercati anche a dicembre, ma dovremmo avere un po’ più di pazienza e attendere maggio per assoporarle in tutta la loro bontà!

Approfitto quindi di Salutiamoci per sperimentare dolci con cereali in chicchi per evitare farine e lieviti. Non ha l’aspetto di una soffice fetta di torta moderna, ma è ugualmente buona !

Torta di riso con crema di fragole

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Tofolio, alternativa al burro per intolleranti al latte

Dopo qualche mese di assenza, rieccomi tra padelle e fornelli. Ho indossato il grembiule da massaia, mi sono armata di cucchiaio di legno e frullatore ed ho affrontato con decisione una ricetta di Pasquale Boscarello!

Nascosta da tempo tra le pagine di “Sformati e torte salate”, ecco la ricetta del tofolio. Si tratta di una fantastica alternativa al burro per chi è intollerante al latte o è vegano: la ricetta è facilissima, il tempo necessario è poco e gli ingredienti sono solo tre!

Qui ho pubblicato solo la ricetta del tofolio,  ma appena posso, carico le ricetta di qualche torta dolce e/o salata.

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Croccante di nocciole, mandorle, uvetta e altro ancora

Nocciole e mandorle, semi di ogni tipo, un po’ di frutta secca e del buon malto: ecco cosa serve per creare il classico croccante autunnale ricco di energia! Più malto aggiungete e più risulterà solido e croccante.

Con questo dolcetto potrete stupire ospiti e amici, parenti e colleghi di lavoro. L’ho preparato tante volte ed è sempre piaciuto tantissimo.

Ne ho fatto altre due versioni: una al gusto di mandorle e uvetta con un solo cucchiaio di malto e l’altra con noci, mirtilli secchi e con due cucchiai di malto. E’ una ricetta che si presta tantissimo alla fantasia : le dosi non sono assolutamente importanti, giocate con gli ingredienti che avete in casa e aggiustate i sapori con cannella e spezie di ogni tipo.

Create il gusto adatto alla vostra giornata!

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Per questa ricetta devo ringraziare il bellissimo corso di Cucina Naturale de La Sana Gola!

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Zuppa di Castagne, funghi e zucca per Salutiamoci

E’ tempo di raccogliere castagne e funghi. Se poi avete anche una bella zucca nell’orto … la magia è fatta !

Ho mangiato questa zuppa al Mens@sana di Milano in uno dei tanti corsi di cucina che ho seguito da quando sono impazzita per l’alimentazione. Da allora non manca autunno in cui non mi gusti i colori di questa fantasia. Provatela, vi piacerà sicuramente!

Questa ricetta partecipa a Salutiamoci di ottobre: mangiare con gusto con tanti ingredienti che fanno bene alla salute. Il blog che raccoglierà tutte le ricette è un Kitchen bloody Kitchen: visitate i blog, raccogliete idee e cucinate con tanto amore!!

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Dolce al cucchiaio di fiocchi di avena, nocciole e mele

E’ un po’ che volevo pubblicare questa semplicissima ricetta: un pasticcio di fiocchi di cereali con nocciole e mele (di solito ci metto anche un po’ di cannella).

Fatelo la sera così la mattina vi trovate una ricca e buona colazione che vi darà la giusta carica per la giornata. Se invece soffrite di carenza da snack pomeridiano, ecco una soluzione naturale: mettetene qualche cucchiaio in un vasetto da portare sul lavoro e mangiatelo con un cucchiaino al momento opportuno!

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