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Tofu con pomodorini secchi e fagiolini

Anche se è bene preferire legumi e cereali della nostra tradizione, è interessante ogni tanto gettar lo sguardo oltre la staccionata e curiosare cosa c’è al di là. Con il tofu faccio un po’ così. Nonostante adori lenticchie, fagioli e ceci che da sempre sono stati coltivati e cresciuti nella mia terra, di tanto in tanto faccio qualche eccezione e mi lascio tentare da ciò che offrono i paesi lontani. E così mi ritrovo in cucina a tu per tu con il nostro caro amico tofu … eh già lo so che tutti i nasi si sono arricciati!! Ma non scappate ancora …

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Grazie al fatto che il tofu è insapore, riusciamo a donargli il gusto degli ingredienti con cui viene cucinato. In questa ricetta lo lasciamo riposare in compagnia di pomodorini secchi, uno spicchio di aglio spremuto, il succo di mezzo limone e qualche cucchiaio di tamari (salsa di soia senza glutine) e nel frattempo cuociamo dei fagiolini. Gli ultimi 5 minuti uniamo il tutto e rosoliamo fino ad ottenere una leggera doratura … Mmmh ma che buono è?

Provare per credere!!

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Nella sezione “Proprietà” troverete informazioni e curiosità su proprietà e controindicazioni mentre in fondo trovate la sezione “Altre idee sul Web” con link ad altre ricette.

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Riso germogliato con salvia e limone

Nella cultura Occidentale siamo abituati a trattare con macro e micro nutrienti, apporti calorici e proprietà nutrizionali. Ogni ingrediente e ogni alimento è etichettato con la quantità di carboidrati, proteine e grassi. Lunghe tabelle ci indicano a quanto ammonta il contenuto di calcio, ferro, magnesio, vitamina A, B, C … Ma non solo! Sappiamo anche come i micro nutrimenti agiscono sul nostro corpo e sulle funzionalità cellulari. Nessun segreto su cosa fa innalzare e cosa fa abbassare la glicemia. Scrupolosi dettagli su come aumenta il colesterolo e i livelli dei trigliceridi 

Sebbene tutto questo sapere risulti molto affascinante, qualcosa sembra proprio mancare …

Vi siete mai chiesti perché un chicco germoglia? O meglio, un chicco germoglia se è integrale e intero! Eh già perché il chicco deve essere integrale e intero, altrimenti non germoglia. Eppure la quantità di macro e micro nutrienti di un chicco intero, ad esempio di riso, è pari alla quantità di macro e micro nutrienti presenti nello stesso chicco spezzettato in quattro frammenti, ma il primo germoglia e il secondo no. Dal primo nasce la vita, dal secondo no.

Che cos’è che rende il chicco integrale così potente? A me piace pensare che sia l’Energia in esso contenuta, come insegna la Macrobiotica dal lontano Oriente o che sia la Forza della Natura, come pensavano i nostri antenati.

Forse un giorno qualche studioso riuscirà a dare una risposta … in attesa mi cucino un bel piatto di riso germogliato!

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Riso germogliato? Eh sì! Dal riso integrale si può ottenere un riso davvero speciale: il riso germogliato! Da buona occidentale, con la mente occupata da dati e tabelle, ho anche scoperto che germogliando il riso neutralizza l’acido fitico, un anti-nutriente che limita l’assimilazione di sali minerali quali ferro e calcio. Nulla di strano, direbbe un Orientale, meglio mangiare i germogli che contengono tutta l’energia della pianta che ne sarebbe nata!

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Ho cotto il riso come indicato sulla confezione, in pratica ad assorbimento come faccio solitamente con il riso integrale. Ma la ricerca continua e proverò sicuramente qualche altro procedimento …

Germogli a parte, il sughetto di foglie di salvia, olio extra vergine, tamari e limone è eccezionale! Occidente e Oriente si incontrano e germogliano insieme … Alla prossima!

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Tortino di amaranto con zucchine e piselli freschi

I greci consideravano l’Amaranto la pianta dell’amicizia, mentre gli antichi romani credevano che scacciasse invidia e sfortuna. Ma non trovate anche voi che ci sia una certa affinità di credenze? Senza invidia e sfortuna come si fa a non incontrare l’amicizia?
Chiamata anche coda di gatto, quella dell’amaranto è una bellissima pianta ornamentale dal fusto alto con infiorescenze pendule di un vivo rosso porpora (cliccate qui per immagini e altre curiosità).

Sugli scaffali dei negozi trovate i semi nel reparto Cereali. Sebbene non appartenga alla famiglia Graminacee, bensì delle Amarantacee, viene considerato comunque uno pseudo cereale per le affini caratteristiche. Non contiene però glutine ed è molto ricco di proteine.

Pseudo o no, l’amaranto è davvero gustoso. Un po’ particolare perché da cotto risulta un po’ gelatinoso. Ma grazie a questa caratteristica si possono comporre dei buonissimi sformati o polpettine.

La ricetta che vi presento è proprio semplice: amaranto accompagnato da qualche zucchina a julienne saltata in padella e un po’ di piselli freschi scottati.

Ecco qui il risultato: una simpatica composizione dai colori primaverili!

1-Amaranto con zucchine e piselli freschi

 

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Avena con bietoline, pomodirini secchi e mandorle

Non c’è epoca che tenga, c’è chi da sempre se li mangia e chi, da sempre, li dà in pasto agli animali. Cereale si o cereale no? Anche all’avena è toccato un simile destino, popoli che la mangiavano con gusto e altri che la riducevano a biada per cavalli.AVENA_bietole_POMODORINI_secchi

Nel lontano XVIII secolo fu addirittura oggetto di disputa tra scozzesi e inglesi che tanto bene, è vero, non si sono mai voluti. Samuel Johnson, poeta e scrittore britannico si permise di definire l’avena il “cibo per gli uomini in Scozia, per i cavalli in Inghilterra”. Il poeta non voleva certo fare un complimento agli scozzesi, ma questi ultimi seppero reagire elegantemente ribattendo che: “l’Inghilterra è famosa per l’eccellenza dei suoi cavalli, mentre la Scozia lo è per i suoi uomini”.

Scozzesi a parte, non sono stati tanti i popoli che nei secoli hanno avuto modo di apprezzare la bontà di questo cereale. In qualche epoca addirittura fu nominato Erba del Diavolo, a causa di una favoletta in cui il Diavolo appunto si lamentò con Dio di non aver ricevuto nessun cereale, mentre gli uomini ne avevano ricevuti ben 4, tra cui l’avena e Dio, per calmare le sue ire, gli regalò proprio questo cereale!.

Beh insomma … Erba del diavolo o erba per barbari o erba dei poveri, questo cereale si è dovuto accontentare per secoli di fortificare solo i cavalli! Ma qualcuno, in epoca più recente ha cominciato ad osservare che i cavalli godevano davvero di ottima salute e ha avuto la geniale idea di consigliare il consumo di avena agli sportivi. Da qui il passo è stato veloce e in un batter d’occhio l’avena è ricomparsa sulle tavole di tutti noi, dapprima sotto forma di fiocchi per arricchire la nostra colazione poi in chicchi per insalate e minestre.

Fonte di carboidrati a basso indice glicemico e ricco di proteine con indiscusse proprietà tonificanti, l’avena si è guadagnata il primato di miglior cereale per affrontare lunghi periodi di sforzi fisici e mentali.

Ed ora passiamo alla ricetta … ma niente paura, perchè non è richiesto grande sforzo!

L’avena è condita con un semplice sughetto di pomodorini secchi, cipollotto e mandorle, il tutto accompagnato da bietoline o erbette semplicemente stufate. Ricordate solo di mettere in ammollo l’avena (la sera prima per il pranzo o la mattina per la cena) …

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