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Biscotti di grano saraceno ripieni di prugne secche

Un dolce vegano senza glutine, senza lievito, senza zucchero, senza prodotti raffinati e con solo 4 ingredienti? Perchè no? Farina di grano saraceno, nocciole e un po’ di olio per l’impasto e delle prugne secche per il ripieno … niente altro serve per questi biscottini gustosi e sfiziosi.

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Con le prugne secche si può fare al volo una marmellata da utilizzare come ripieno. Naturalmente date il via alla fantasia e giocate con gli ingredienti che avete a disposizione!

Alla fine è avanzata un po’ di pasta con cui ho fatto dei semplicissimi biscotti a forma di fiore!

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Fagottini di castagne, cioccolato, nocciole e fichi secchi

Una ricetta nasce un po’ per caso. Leggendo una rivista, chiacchierando con gli amici, passeggiando nel parco. In un turbine di immagini e idee tutto prende forma.
Tutto ha inizio.
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All’improvviso, senza rendersene conto, la cucina diventa un vero e proprio set fotografico. Frutta e ortaggi freschi controfigure dei meno fortunati finiti a pezzettini. Fiocchi, cestini e candele in lotta per conquistare un posto come comparsa d’eccezione. Le luci si accendono. Inizia la carrellata fotografica. Da destra, da sinistra, dall’alto, dal basso, più vicino, più 99-set_newlontano … Non vorresti finire mai perché consapevole che una volta scattata l’ultima foto del tuo servizio non si potrà più tornare indietro.  Quel piatto, dopo essere stato assaporato e gustato, inesorabilmente riprenderà forma solo tra i ricordi …

E dopo aver raccontato cosa accade nel backstage di un Post di cucina, eccoci alla ricetta di oggi, ispirata ad un dolce tipico Natalizio della tradizione Campana e Lucana: i i calzoncelli di castagne.

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Della ricetta originale, a parte cioccolato e castagne, è rimasto ben poco. Niente farina 00, niente uova, niente zucchero. In compenso farina integrale e farina di castagne, dei buonissimi fichi secchi e delle nocciole.

Un mix di sapori per un arrivederci all’autunno che da poco ci ha lasciati e per prepararci alle prossime feste Natalizie!

Non vi resta che provarlo: in formato fagottino o strudel … davvero squisito!

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Cubetti di riso rosso, olive taggiasche, basilico e nocciole

Ho trovato un semplice utensile da cucina per creare dei simpatici cubetti : rice cube. L’ho subito utilizzato per comporre questa ricetta, per cui bastano solo riso rosso, olive taggiasche, foglie di basilico e nocciole. Un mix di ingredienti molto saporiti che non richiedono nè di olio nè di sale. Squisiti e sostanziosi questi cubetti si prestano per un primo molto originale …
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3-RiceCubeLa composizione richiede un po’ di tempo, ma il risultato è assicurato! QUI trovate un video che vi illustra come utilizzarlo

Ma se non avete tempo, riempite una coppetta con il riso e capovolgendola sul piatto creando delle piccole cupole …

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Praline di prugne secche e nocciole

Girovagando tra i Blog di cucina mi sono imbattuta in una ricetta di VeganCucinaFelice. Tanto semplice quanto sfiziosa e buona. Mettendomi all’opera non immaginavo si potesse fare in così poco tempo.

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L’ho proposta più volte ad amici e parenti ed è piaciuta tantissimo …

QUI la ricetta originale, mentre nella versione di questo Post la trovate con prugne secche e nocciole …

Con un piccolo vasetto potrete portarle comodamente sul lavoro.

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Strudel vegan con mele, uvetta, bacche goji e nocciole

Finalmente riesco a postare la ricetta del mio dolce preferito … lo strudel!

La ricetta più versatile che conosca, l’ho fatta in mille modi: dolce o salata, con frutta o verdure, semi e spezie … insomma, qualsiasi cosa abbiate a disposizione nel frigo o in dispensa può facilmente finire imbottita in uno strudel e .. quasi mai deludere !

Io ho utilizzato della farina integrale con ripieno di mele, nocciole, uvetta e bocche goji. Con un ripieno così dolce non è necessario aggiungere dolcificanti, ma se lo ritenete necessario, aggiungere qualche cucchiaio di malto nell’impasto.

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Crocchette di fagioli borlotti, nocciole e curcuma

Questo piatto ha fatto un balzo dalla rivista Cucina Naturale al tavolo della mia cucina.

Sarebbero bastati 10 min di preparazione e 15 min di cottura, se non avessi voluto usare la Sac à Poche, con la quale ho dovuto combattere per mezz’ora o poco più. Sicuramente dal punto di vista estetico le piccole fiammelle sono risultate più gradevoli, ma ho dovuto allungare i tempi di preparazione …

In ogni caso il risultato è stato positivo : accompagnati da una salsina di senape, un goccio di salsa di soia e un po’ di olio, sono stati un piacevole stuzzichino da aperitivo.

 

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In fondo al Post trovate la sezione “Altre idee sul Web” in cui riporto il link ad altri Blog con ricette simili.

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Torta al cioccolato

Di recente ho acquistato “Pasticceria Vegana” di Dunja Gulin, da cui ho estratto questa buonissima torta al cioccolato (la consistenza della farcitura è simile a quella del budino). 

Rispetto alla ricetta originale ho modificato solo le farine, provando un mix tra farina di avena e di castagne … il risultato è stato davvero ottimo! 

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Sformato dolce di fiocchi di avena con mele

La ricetta di oggi è stata presa da un bellissimo libro, “Prevenire i tumori mangiando con gusto” di Villarini e Allegro.

Con i fiocchi di avena potrete fare tanti altri dolci, come ad esempio le barrette (per la ricetta curiosate QUI).
Sformato di fiocchi di avena

Si tratta di dolci senza quegli ingredienti che normalmente vengono utilizzati: zucchero e farina raffinata … Essendo ricette vegane non troviamo neanche uova nè latte. Ma allora? come lo facciamo il dolce?
Prima di passare alla ricetta vorrei parlare di ciò che in questa ricetta non c’è e che, se ci fosse, potrebbe potenzialmente fare male …

In realtà, capire oggi giorno cosa fa bene e cosa fa male è un’impresa difficile quasi impossibile! Si dice tutto e il contrario di tutto. Cosa fare per riuscire a non commettere errori di cui un giorno pentirci amaramente?
Io ho deciso di seguire le indicazioni del Dottor Berrino che dopo una lunghissima carriera dedicata alla ricerca e alla cura dei tumori ha davvero molto da raccontare.
Questo simpatico e distinto Dottore, a differenza delle apparenze, non è clemente nei confronti nè dell’industria alimentare nè tantomeno delle case farmaceutiche, per non parlare dell’opinione apertamente espressa nei confronti della classe dei medici.

Indicazioni a parte, ciò che ha davvero dato una svolta alla mia vita alimentare è stata la bellissima frase che ripete quasi sempre nelle sue conferenze, presa in prestito da Micheal Pollan, giornalista e saggista statunitense: “Quando andate al supermercato andateci sempre accompagnati dalla vostra bisnonna (se non l’avete più immaginatela) e tutto quello che la vostra bisnonna non riconosce come cibo… non compratelo”.

Ciò vuol dire eliminare tutti i cibi lavorati industrialmente che, attraverso processi più o meno discutibili, partono dagli alimenti naturali, per togliere qualcosa e aggiungere qualcos’altro, al fine di chiarificare, conservare, arricchire … il tutto per creare prodotti che potranno rimanere sugli scaffali per anni con coloratissime etichette che ripetono in continuazione che ci fanno così tanto bene alla salute.
Ma ne siamo cosi sicuri?

Il Dottor Berrino qualche dubbio ce l’ha e propone un consiglio semplicissimo: mangiate come mangiavano i vostri bisnonni!

Ma perché non ci siamo arrivati da soli? Perché mangiamo cibo spazzatura per poi ricorrere ai ripari ingerendo integratori di vitamine e sali minerali? Non è meglio mangiare una bella mela e delle verdure fresche?

Nel mio piccolo ho cominciato ad applicare quel consiglio: ho eliminato tutto ciò che è raffinato a cominciare dallo zucchero, poi ho eliminato le farine raffinate ed ancora il riso brillato.

Mi sono però chiesta perché tutto questo cibo raffinato facesse cosi tanto male. E cosi mi sono documentata cominciando dai carboidrati, di cui ora vi parlerò.

Non si può trattare di carboidrati senza parlare di cereali. Non che siano gli unici a contenerli, ma in essi la percentuale è sicuramente predominante rispetto a quella presente in ortaggi e legumi.

Non tutti i cereali sono però uguali, soprattuttonon lo sono quelli raffinati e quelli integrali.
Oltre a sali minerali e vitamine, i cereali integrali contengono carboidrati complessi, al contrario dei cereali raffinati che per lo più sono composti da zuccheri semplici e quasi privi di sali minerali e vitamine.

E questo costituisce un problema? Di fatto sì, vediamo perché.
I carboidrati complessi sono lunghe catene composte da zuccheri semplici, come glucosio e fruttosio. Il nostro organismo non riesce ad assimilare i carboidrati complessi se non sotto forma di zuccheri semplici. Per cui, dalla masticazione, parte un lungo processo di digestione che serve per scomporre i carboidrati complessi in forma semplice. Questi zuccheri semplici riescono ad attraversare le pareti intestinali e raggiungere, tramite il flusso sanguigno, i vari organi a cui forniscono energia. Dato che questo processo è lungo e richiede tempo, gli zuccheri semplici vengono rilasciati piano piano nel sangue senza causare innalzamenti repentini del livello di zuccheri.

Cosa succede invece quando ingeriamo un prodotto raffinato? Siccome i carboidrati risultano già in forma semplice, la digestione ha poco da fare e gli zuccheri vengono rilasciati in quantità elevata nel sangue in pochissimo tempo. A questo punto il livello di zuccheri nel sangue si alza.

Se fossimo poi pronti per una corsa o per un duro lavoro nei campi, consumeremmo tutti gli zuccheri ingeriti, ma ahimè la maggior parte di noi dopo un pasto si siede davanti ad una scrivania o su un divano durante il fine settimana. Che se ne fa il nostro corpo di tutti gli zuccheri ingeriti? Parte un meraviglioso meccanismo che da sempre ha funzionato per immagazzinare l’energia per i tempi di carestia che non fa altro che trasformare gli zuccheri in grassi …

Questo processo di immagazzinamento abbassa il livello degli zuccheri nel sangue e noi, dopo un momento di carica iniziale, ci sentiamo stanchi e appesantiti dal famoso abbiocco pomeridiano.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che livelli alti di zuccheri nel sangue sono davvero dannosi alla salute.

Ma eliminato zucchero e farina raffinata, come lo facciamo questo dolce?
Ed ecco che ci viene incontro Giovanni Allegro con questa semplicissima ricetta, ottima per colazioni e spuntini!

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Torta di riso con crema di fragole

Rieccoci all’appuntamento mensile con “mangiar bene e stare bene” per il Contest di Salutiamoci!

Il blog che ospita il Contest e raccoglie le ricette è RicetteVeg

FragoleQuesto mese l’ingrediente protagonista è un bel piatto di fragole! E’ vero … al giorno d’oggi siamo abituati a vedere le fragole sul bancone dei supermercati anche a dicembre, ma dovremmo avere un po’ più di pazienza e attendere maggio per assoporarle in tutta la loro bontà!

Approfitto quindi di Salutiamoci per sperimentare dolci con cereali in chicchi per evitare farine e lieviti. Non ha l’aspetto di una soffice fetta di torta moderna, ma è ugualmente buona !

Torta di riso con crema di fragole

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Croccante di nocciole, mandorle, uvetta e altro ancora

Nocciole e mandorle, semi di ogni tipo, un po’ di frutta secca e del buon malto: ecco cosa serve per creare il classico croccante autunnale ricco di energia! Più malto aggiungete e più risulterà solido e croccante.

Con questo dolcetto potrete stupire ospiti e amici, parenti e colleghi di lavoro. L’ho preparato tante volte ed è sempre piaciuto tantissimo.

Ne ho fatto altre due versioni: una al gusto di mandorle e uvetta con un solo cucchiaio di malto e l’altra con noci, mirtilli secchi e con due cucchiai di malto. E’ una ricetta che si presta tantissimo alla fantasia : le dosi non sono assolutamente importanti, giocate con gli ingredienti che avete in casa e aggiustate i sapori con cannella e spezie di ogni tipo.

Create il gusto adatto alla vostra giornata!

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Per questa ricetta devo ringraziare il bellissimo corso di Cucina Naturale de La Sana Gola!

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