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Polpette di miglio, lenticchie e porro

Miglio e lenticchie non possono mancare sulla tavola di chi ha deciso, per scelta o per necessità, di alimentarsi con cibi esclusivamente vegetali. Ricco di calcio il primo e di ferro il secondo, sia miglio che lenticchie sono due ricchissimi doni di natura!

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Grazie alla sua consistenza, con il miglio si possono creare delle buonissime polpette senza fare uso di farine o pangrattato. Come? Dopo la cottura, si lascia riposare il miglio per 5-10 minuti nella casseruola in modo che possa asciugarsi completamente e aiutare così le polpette a rimanere ben compatte.

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A parte olio e sale, solo 3 sono gli ingredienti di questa ricetta: miglio, lenticchie e porro …

Se gradite potrete aggiungere erbe aromatiche o spezie per arricchire il sapore e renderlo più sfizioso!

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Ed ecco come si presenta la polpetta all’interno …

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Nella sezione “Proprietà” troverete informazioni e curiosità su proprietà e controindicazioni mentre in fondo trovate la sezione “Altre idee sul Web” con link ad altre ricette.

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Riso basmati con lenticchie, broccoli e noci

Grazie alle ottime proprietà del riso basmati, dei broccoli, delle lenticchie e delle noci, questo piatto, oltre ad essere buono e gustoso, vi darà la giusta carica per affrontare il freddo inverno che comincia a bussare alle nostre porte!

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Le lenticchie non richiedono ammollo, ma se avete tempo, lasciatele in acqua per 1 oretta, si cuoceranno più in fretta. La cottura invece richiede circa 40 minuti. Una volta cotte, si mantengono nell’acqua di cottura per qualche giorno in frigo. Ricordate di non aggiungere il sale all’inizio della cottura, ma solo quando le lenticchie sono già morbide.

E ora pronti per cucinare!

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Croccante di semi e uvetta

Voglia di un croccante un po’ dolce e un po’ amaro?

Prendete un po’ di semi e un po’ frutta secca, tostate il tutto e amalgamate con un po’ di malto … tutto qua? Eh sì … più veloce di così non si può!

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L’amarognolo dei semi di lino è bilanciato dalla dolcezza dei chicchi di uvetta e del malto.

Divertitevi a creare il vostro croccante con i semi e la frutta secca che più preferite. Aggiungendo più o meno malto risulterà più o meno morbido.

Più che un dolce, è uno snack per la vostra colazione o per un veloce spuntino!

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Semi di girasole sfumati con salsa di soia

Oggi una velocissima ricetta a base di semi di girasole per un condimento gustoso e sfizioso che potrete utilizzare per insaporire verdure, cereali, legumi!
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Ma prima di metterci il grembiule e tostare i semi, vorrei raccontarvi la leggenda che narra della nascita dei fiori di girasoli.

Una leggenda che venne alla luce grazie ai versi che scrisse Ovidio nel suo grande poema mitologico “Le Metamorfosi” che, dal lontano 8 d.C., custodisce la storia del tragico amore di una giovane ninfa e della sua trasformazione in un fiore.

E’ proprio difficile credere che i lunghi e gioiosi petali gialli di un girasole possano nascondere un dolore tanto intenso quanto quello di un amore non corrisposto: il dolore di Clizia per Apollo.

Clizia, la ninfa dai lunghi capelli biondi, doveva infatti amare davvero tanto il suo Dio Apollo quando scoprì le attenzioni che lui rivolgeva alla bella mortale Leucotoe, perchè non ebbe alcun dubbio a svelare l’intimo segreto al padre della giovane amante.

Probabilmente non immaginava la ferocia con cui il padre avrebbe reagito nello scoprire l’amore clandestino della figlia o forse, soffocata dalla gelosia, non ci volle pensare …

E chissà se mai si pentì di aver svelato il segreto a quel folle padre che non si chinò a nessuna ragione mentre seppelliva viva la figlia.

Apollo però non superò mai la perdita di Leucotoe e mai perdonò Clizia, abbandonandola per sempre.

Da quel momento la giovane ninfa si lasciò deperire, accasciata a terra, bevendo solo le sue lacrime e le fredde gocce della brina mattutina. Nulla muoveva se non lo sguardo per seguire il carro infuocato di Apollo che, dall’alba al tramonto, attraversava il cielo scandendo il trascorrere dei giorni.

Solo nove furono però quei giorni prima che le membra della giovane sprofondassero completamente nella terra e i lunghi capelli si trasformassero nei petali di un fiore.

Che poi quel fiore fosse proprio un girasole, a dire il vero, Ovidio non lo chiarisce, anzi sembra che il colore della triste corolla fosse viola lasciando nel dubbio il nome preciso del fiore.

0-semi-di-girasole-in-barattolo-3Secoli dopo i pittori barocchi non ebbero però nessun dubbio e intorno al corpo della giovane Clizia dipinsero splendidi girasoli gialli.
Probabilmente nè Ovidio nè i pittori barocchi immaginavano che i semi di questi splendidi fiori sarebbe diventati famosi, secoli più tardi, per le loro ottime fonti di acidi grassi essenziali, vitamine del gruppo B e E, sali minerali e antiossidanti

… Ma questa è un’altra storia, quella che inizia con la nostra ricetta in cucina!

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Polpette di patate dolci

Oggi diamo il benvenuto a Stefano di Curarsi con Gusto, un sito che tratta di alimentazione e salute con l’obiettivo “di far conoscere a tutti, ma soprattutto a chi è ancora scettico, i benefici di una dieta 100% vegetale“.

Stefano ci regala una ricetta davvero gustosa per delle buonissime polpette di patate dolci .. un’idea semplice e veloce per accompagnare un secondo sano e sfizioso.

Arricchite l’impasto con erbe, spezie e aromi che più vi piacciono!

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Insalata di sedano rapa, mela e noci

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Conosciuto sin dall’epoca degli Antichi Greci, il sedano rapa è stato utilizzato, nel corso dei secoli, anche come pianta medicinale. Per molto tempo dimenticato, solo di recente è ricomparso tra gli scaffali del reparto verdure.

Assieme agli ortaggi più conosciuti come carote, finocchi, sedano a coste e prezzemolo, il sedano rapa fa parte della famiglia delle Ombrelliferie. Del sedano ricorda il sapore pungente mentre per forma assomiglia più ad una rapa un po’ bitorzoluta e scura.

In piena stagionalità fino ai prossimi freddi invernali, potremo approfittare per fare un pieno di vitamine antiossidanti (A,C,E) e di sali minerali, in particolare ferro, manganese e potassio.

Per meglio godere di queste ottime proprietà sarebbe meglio mangiarlo a crudo in insalata, come in questa ricetta, accompagnato da mele e noci. Utilizzate il condimento che più vi piace (QUI trovate qualche idea) oppure semplicemente con olio e limone …

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Portulaca saltata con aglio e limone

Un giorno scopri, leggendo qualche post su Internet, che l’erbaccia che eri abituato ad sradicare e che avevi sempre pensato fosse infestante, in realtà non lo è. Si tratta bensì di un’erba spontanea con tantissime proprietà e ti rammarichi per non averne goduto fino a quel momento …

Sto parlando della portulaca, una pianta perenne, di cui ultimamente si sente tanto parlare perché molto ricca di omega 3, vitamine e sali minerali.

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Con il suo sapore un po’ acidulo, si presta bene per la composizione di ricche insalate oppure si può scottare leggermente a fiamma bassa, come in questa ricetta.

Potrete accompagnare questa preparazione con una cremina di crema di sesamo (chiamata anche tahin) con salsa di soia, uno spicchio di aglio spremuto, mezzo limone (QUI la ricetta). In tal caso non aggiungete limone alla portulaca per evitare che l’acidulo predomini su tutti gli altri sapori.

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Crema di zucca con funghi porcini al forno

Oggi ho il piacere di presentarvi una ricetta di Margherita, appassionata di cucina naturale e di stagione.
La ricetta che ha preparato ha tutti i sapori, i profumi e i colori dell’autunno. Sono infatti i funghi porcini protagonisti di questo gustoso piatto arricchito con una saporita crema di zucca.

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Ad un certo punto della preparazione c’è una novità: con gli stessi ingredienti e una piccola variazione nel procedimento potrete ottenere due presentazioni completamente diverse: una adatta per l’antipasto e l’altra per un secondo!

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Non vi resta che correre in cucina e provare … !

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Tortino di amaranto con zucchine e piselli freschi

I greci consideravano l’Amaranto la pianta dell’amicizia, mentre gli antichi romani credevano che scacciasse invidia e sfortuna. Ma non trovate anche voi che ci sia una certa affinità di credenze? Senza invidia e sfortuna come si fa a non incontrare l’amicizia?
Chiamata anche coda di gatto, quella dell’amaranto è una bellissima pianta ornamentale dal fusto alto con infiorescenze pendule di un vivo rosso porpora (cliccate qui per immagini e altre curiosità).

Sugli scaffali dei negozi trovate i semi nel reparto Cereali. Sebbene non appartenga alla famiglia Graminacee, bensì delle Amarantacee, viene considerato comunque uno pseudo cereale per le affini caratteristiche. Non contiene però glutine ed è molto ricco di proteine.

Pseudo o no, l’amaranto è davvero gustoso. Un po’ particolare perché da cotto risulta un po’ gelatinoso. Ma grazie a questa caratteristica si possono comporre dei buonissimi sformati o polpettine.

La ricetta che vi presento è proprio semplice: amaranto accompagnato da qualche zucchina a julienne saltata in padella e un po’ di piselli freschi scottati.

Ecco qui il risultato: una simpatica composizione dai colori primaverili!

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Avena con bietoline, pomodirini secchi e mandorle

Non c’è epoca che tenga, c’è chi da sempre se li mangia e chi, da sempre, li dà in pasto agli animali. Cereale si o cereale no? Anche all’avena è toccato un simile destino, popoli che la mangiavano con gusto e altri che la riducevano a biada per cavalli.AVENA_bietole_POMODORINI_secchi

Nel lontano XVIII secolo fu addirittura oggetto di disputa tra scozzesi e inglesi che tanto bene, è vero, non si sono mai voluti. Samuel Johnson, poeta e scrittore britannico si permise di definire l’avena il “cibo per gli uomini in Scozia, per i cavalli in Inghilterra”. Il poeta non voleva certo fare un complimento agli scozzesi, ma questi ultimi seppero reagire elegantemente ribattendo che: “l’Inghilterra è famosa per l’eccellenza dei suoi cavalli, mentre la Scozia lo è per i suoi uomini”.

Scozzesi a parte, non sono stati tanti i popoli che nei secoli hanno avuto modo di apprezzare la bontà di questo cereale. In qualche epoca addirittura fu nominato Erba del Diavolo, a causa di una favoletta in cui il Diavolo appunto si lamentò con Dio di non aver ricevuto nessun cereale, mentre gli uomini ne avevano ricevuti ben 4, tra cui l’avena e Dio, per calmare le sue ire, gli regalò proprio questo cereale!.

Beh insomma … Erba del diavolo o erba per barbari o erba dei poveri, questo cereale si è dovuto accontentare per secoli di fortificare solo i cavalli! Ma qualcuno, in epoca più recente ha cominciato ad osservare che i cavalli godevano davvero di ottima salute e ha avuto la geniale idea di consigliare il consumo di avena agli sportivi. Da qui il passo è stato veloce e in un batter d’occhio l’avena è ricomparsa sulle tavole di tutti noi, dapprima sotto forma di fiocchi per arricchire la nostra colazione poi in chicchi per insalate e minestre.

Fonte di carboidrati a basso indice glicemico e ricco di proteine con indiscusse proprietà tonificanti, l’avena si è guadagnata il primato di miglior cereale per affrontare lunghi periodi di sforzi fisici e mentali.

Ed ora passiamo alla ricetta … ma niente paura, perchè non è richiesto grande sforzo!

L’avena è condita con un semplice sughetto di pomodorini secchi, cipollotto e mandorle, il tutto accompagnato da bietoline o erbette semplicemente stufate. Ricordate solo di mettere in ammollo l’avena (la sera prima per il pranzo o la mattina per la cena) …

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